Venice is not Sinking Storie di resistenza cittadina

(S)Vendesi Venezia, prezzo modico.

Published on 31/07/09
by micky

Un Commento di Pietro Bortoluzzi* all’ok del consiglio comunale all’approvazione del Fondo Immobiliare.

L’APPROVAZIONE DEL FONDO IMMOBILIARE COMPROMETTE IL FUTURO DEL COMUNE DI VENEZIA

L’approvazione del Fondo Immobiliare, fatta passare nell’opinione pubblica ed in Consiglio Comunale in modo tutto sommato abbastanza indolore e relativamente defilato, costituisce invece un atto amministrativo gravissimo, che compromette la futura gestione del Comune di Venezia. E la cosa che maggiormente indigna ed irrita è il fatto che non sia emersa con chiarezza, nel dibattito (distorto e riduttivo) sorto attorno alla delibera, la reale portata dell’intera operazione di finanza creativa denominata Fondo Immobiliare.

Si tratta infatti nel profondo e sostanzialmente di una scelta che sarà fortemente vincolante per la futura amministrazione del Comune, che, con la delibera che costituisce il Fondo Immobiliare, oltre a svendere immediatamente il 50% del valore attuale (basso) di mercato della ventina di immobili inseriti nell’elenco, per avere subito quei 40milioni di euro che servono per pareggiare il bilancio 2009, mette in atto (in barba al non ancora approvato PAT) una considerevole mole di cambiamenti di destinazioni d’uso di immobili di pregio e strategici, utilizzando in modo molto spigliato come passepartout il magico articolo 58: ottenendo come risultato non solo una chimerica ipotesi (tutta da valutare) di rivalutazione futura del 50% degli immobili, ma anche una immediata spogliazione plurima nei confronti di chi dovrà amministrare il Comune nel prossimo quinquennio, che si troverà con destinazioni d’uso e tessuto urbanistico-socio-economico mutati e mutabili a seconda delle necessità di mercato di chi gestirà il Fondo, con 50% in meno di proprietà e senza la possibilità di gestire importanti parti del suo territorio, che saranno in mano alla società che vincerà la gara.

D’altronde, ahimè, questa, politicamente ed amministrativamente, è solo l’ennesima d’una lunga serie di operazioni e di iniziative che la Giunta Cacciari sta mettendo in atto per svuotare il Comune prima della fine del suo mandato: come non citare infatti la creazione della Fondazione Musei Civici, effettuata privando di risorse demaniali le casse comunali e dando vita ad un ente autoreferenziale che si sta dimostrando talmente autonomo da creare sue società e da emanare bandi di gestione per sette anni per importi multimilionari e con incidenza pesantissima sulla qualità e sul numero di molti lavoratori? Come non ricordare le numerose altre cartolarizzazioni? Come non temere per gli annunci della vendita dell’erigendo Interscambio Merci al Tronchetto o della privatizzazione del Casinò? Come non preoccuparsi per l’allegra autonomia di quelle che dovevano essere società controllate dal Comune (Actv, Veritas, ASM…) e che invece agiscono autonomamente, figliando società satelliti e non rapportandosi con il Consiglio Comunale e le Municipalità? Il tutto, fra l’altro, mentre sulle spalle dei veneziani pensano ancora le rate accumulate e le penali per gli avventati giochi in borsa ereditati dalla Giunta Costa…
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Pietro Bortoluzzi è Consigliere Provinciale e di Municipalità del PdL, veneziano di S.Marco, tre lauree (Lettere, Storia e Informatica Umanistica), insegna al liceo M.Polo Italiano e Latino, è autore di diverse pubblicazioni. Giornalista, collabora con A3Produzioni.

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