Venice is not Sinking Storie di resistenza cittadina

60.052

Published on 07/09/09
by micky

“I VAPORETTI che la sera portano via i turisti sono stracolmi. Ma poche luci sono accese nelle case. E piano piano si spegneranno tutte. Il conto alla rovescia, nella città che fu dei Dogi, è cominciato, e nel 2030 qualcuno taglierà il nastro della città fantasma. Tra 24 anni, se l’esodo che continua inarrestabile da 40 anni andrà avanti a questi ritmi, Venezia non avrà più neanche un abitante. Solo frotte di turisti. Sono 18 milioni l’anno già oggi, 50mila in media al giorno.”

Così nel 2006, scriveva amareggiato, il giornalista veneziano Roberto Bianchin di Repubblica , introducendo un articolo dal titolo “Venezia nel 2030: una città vuota, niente abitanti ma solo turisti”.

Notizia di questi giorni è l’inesorabile e quantomai inarrestabile spopolamento di Venezia: siamo arrivati a soli 60.052 abitanti.

All’ultimo giorno del 2007 a Venezia risiedevano in centro storico 60.775 abitanti, ben 970 residenti in meno rispetto al 31 dicembre 2006. A fine 2008 erano 60311. Aspettiamo solamente di fare il confronto con il 2009 per capire come Venezia stia diventando una clessidra che nessuno riesce a girare per farla ripopolare. La discussione è nota, si parla da anni e anni e mentre si chiacchera, si fanno conferenze, studi, discussioni, litigi c’è qualcuno che piuttosto di vivere nell’incertezza e tra i prezzi di una città sempre più cara, ha fatto i bagagli, ha scattato l’ultima foto da mettere sul mobile di casa e si è trasferito in terraferma.

Mentre si fanno i conti basti pensare che nel 2008 a festeggiare il Capodanno di Venezia in Piazza San Marco c’erano circa 90 mila persone: esattamente quante, tra centro storico ed estuario risiedono in città: paradossalmente, visto che in gran parte erano tutti turisti, poteva essere una Venezia completamente vuota e raccolta in uno dei suoi simboli, diventata oramai una piazza per i turisti.

Se a Venezia gli abitanti calano, in terraferma avviene l’esatto contrario, aumentano: il saldo è positivo per mestre, marghera e dintorni anche grazie a tutti quei veneziani che oppressi dai conti salati degli affitti, del fare le spese sempre più care e di trovare lavoro in città, hanno cambiato aria.

Il Comune ci sta provando, i progetti per il social housing ci sono, stanno andando avanti, altri alloggi ad affitto calmierato sono in arrivo come altri a prezzi convenzionati. Un tampone, come se ci fosse una Venezia ferita che ha un’emorragia inarrestabile.

Sembra che sia giunta l’ora, per non trovarsi in quattro veneziani, visto che i gatti per le calli di Venezia sono spariti già da tempo, che la Politica, quella con la “P” maiuscola per una volta sappia dare delle risposte ad una città che è in attesa di avere lumi sulla propria sorte.

Mai come ora la scelta del nuovo Sindaco di Venezia e di una giunta d’alto profilo è necessaria a Venezia: il dibattito è aperto e Vins, con il progetto “Se io fossi sindaco” darà il proprio contributo per dire finalmente, “Venice is not sinking”.

That's it. What Next?

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