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«In Piazza conigli al posto dei colombi» - Il Gazzettino
Published on 03/11/09
by micky
ATENEO Un libro con 100 pareri di veneziani che si immaginano “primi cittadini”
Martedì 3 Novembre 2009-
Il primo che si deve preoccupare è l’assessore comunale al Decoro. Il suo posto è insidiato nientemeno che da Ciubecca, il celebre uomo-scimmia della saga di “Guerre stellari”. Di fronte ai “piagnistei” e alle numerose “ricerche del tempo perduto” che accompagnano la storia recente della città, un’altra Venezia dimostra di combattere con il senso dell’ironia e del grottesco, fino a ricorrere all’iperbole, per dimostrare di essere viva. Un modo anche senza tanti sottintesi per dire basta allo stereotipo di “Come è triste Venezia”. E così, anche con un pizzico di goliardia, per non prendersi troppo sul serio, l’associazione “Venice is not sinking” (Venezia non sta affondando ndr), presenterà giovedì 5, alle 18, all’Ateneo Veneto un vero e proprio libro di ben 340 pagine dal titolo “Se io fossi sindaco… nominerei Ciubecca assessore al decoro” nel quale 100 veneziani (professionisti, studenti, operai, imprenditori, artisti, intellettuali, commercianti, albergatori, ristoratori, giornalisti, insegnanti, pensionati, medici, avvocati, architetti, artigiani e chi più ne ha più ne metta), esprimono ciascuno, compilando un “decalogo” le proprie aspirazioni nel diventare “primo cittadino”. Il libro, stampato in 1500 copie, è stato curato da Giorgio Camuffo dello studio omonimo, da Giacomo Cosua e Michela Miracapillo, come coordinatori del progetto.
Ma quali sono le aspirazioni di questi veneziani? Beh, diciamo subito, ce ne sono delle belle. Sentite qua. C’è Santoro Zanardo: «Riorganizzerei la mobilità tra terraferma, città antica e estuario attraverso sistemi integrati di connessione. Al posto dei masegni metaria tapis roulant e se ghe fusse el teletrasporto finalmente se tajaria el ponte….». Marco Baravalle: «Prima mi riprendo dallo shock, poi penserei ad un broglio elettorale a mia insaputa e poi faccio Ciubecca, assessore al decoro…». E ancora Mario Geymonat: «Farei offrire ad ogni turista, anche se fermo a Mestre e a Marghera, un’ombra di ottimo rosso come segno di benvenuto (a meno che non preferisca il bianco…) E assicurerei che per girare a piedi, in autobus o in vaporetto non ci sia in funzione nessun etilometro…». Ma c’è di “peggio”: Luca Colferai, della Compagnia de calza I Antichi: «Prenderei solo decisioni impopolari, improbabili, imprevedibili e improvvisate (…) e esigerei un seggio all’Onu». E Renzo Di Renzo: «Eliminerei i piccioni in Piazza e li sostituirei con conigli bianchi e zollerei il selciato (qualche ca… il sindaco deve pur farla)». Insomma, l’assessore al Decoro, quello vero s’intende, è avvisato.
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