Venice is not Sinking Storie di resistenza cittadina

Tapis-roulant e moschea al Redentore mille proposte per il prossimo sindaco

Published on 06/11/09
by micky

Corriere del Veneto - Alessio Antonini

L’iniziativa Presentato il libro in cui i professionisti «diventano» primi cittadini

VENEZIA — C’è chi al po­sto dei masegni metterebbe i tapis-roulant, c’è chi assu­merebbe un economista per capire come sia possibile che con 20 milioni di turisti all’anno il Comune non ha mai soldi e c’è chi costruireb­be una moschea vicino alla chiesa del Redentore. Poi c’è chi prenderebbe solo deci­sioni impopolari, improbabi­li e imprevedibili, chi incen­tiverebbe gli sbaciucchia­menti nelle calli e, natural­mente, c’è chi nominerebbe Ciubecca assessore al deco­ro. Perché nel volume «Se io fossi sindaco… nominerei Ciubecca assessore al deco­ro » (Veniceisnotsinking e Studio Camuffo), presentato ieri all’Ateneo Veneto di fronte a duecento persone, cento professionisti, studio­si, studenti, operai, intellet­tuali e meno intellettuali hanno lanciato mille propo­ste per governare il Comu­ne. Dieci a testa. Lunghe, brevi, brevissime, serie, se­miserie, improbabili e asso­lutamente realistiche. Come quella di Marco Baravalle che dà il titolo al libro, quel­la di Giovanni Benzoni, in­quietato dal lato B di Vene­zia o quella di Renzo di Rien­zo che sostituirebbe i piccio­ni di piazza San Marco con conigli bianchi.

Ci sono poi le proposte di chi al toto sindaco ha parte­cipato o potrebbe partecipa­re come Pier Francesco Ghet­ti che, se fosse sindaco, ri­fletterebbe prima di parlare e si circonderebbe di perso­ne intelligenti anche se non sono d’accordo con lui, co­me Roberto D’Agostino che lotterebbe contro gli interes­si opachi e privati di questa città e contro i commissari o come Jacopo Molina che eli­minerebbe le società parteci­pate, ridurrebbe le consulen­ze esterne e realizzerebbe una discoteca alla Maritti­ma.

E se Pietro Bortoluzzi, da sindaco probabilmente si at­tirerebbe le ire dei mestrini che non saranno certo con­tenti di essere considerati una «realtà locale» come Pel­lestrina, i possibili cento sin­daci (rispettando in effetti la tradizione elettorale) consi­derano Mestre solo in parte e sono per la maggior parte del centro storico.

Al.A.

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